Che cosa hanno in comune l’architettura dell’Antica Roma e le tecnologie dell’Internet of Things? Molto più di quanto si possa immaginare, ed è proprio da questa intuizione che prende vita il progetto “Dalla Domus alla Domotica”. Questo percorso interdisciplinare ha visto gli studenti calarsi nei panni di storici, architetti e programmatori per dimostrare come il concetto di “casa intelligente” e la ricerca del comfort abitativo abbiano origini antichissime. Attraverso la realizzazione del modello fisico di una domus romana, arricchito con sistemi di automazione controllati tramite la scheda Arduino, i ragazzi hanno creato un ponte ideale tra la storia classica e l’innovazione tecnologica più recente.
Nell’Antica Roma la domus non era un semplice alloggio d’élite, ma uno spazio organizzato in modo straordinariamente funzionale e raffinato. Lo studio storico ha permesso agli alunni di analizzare da vicino la complessa struttura della casa romana, soffermandosi su ambienti chiave come l’atrium, il cortile centrale che fungeva da fulcro della vita domestica, il tablinum, ovvero lo studio di rappresentanza del padrone di casa, e il peristilium, il grande giardino interno porticato. Ogni elemento di questa architettura rispondeva a una logica precisa, studiata per massimizzare la luce naturale, garantire una corretta ventilazione e offrire il massimo benessere termico e visivo ai suoi abitanti, a testimonianza di una sensibilità progettuale modernissima.
Il legame profondo tra queste due epoche storiche non è solo concettuale, ma è custodito nella lingua stessa. I termini domus e domotica condividono infatti la medesima radice latina che significa, appunto, casa. Se nell’antichità il comfort era affidato esclusivamente all’ingegno architettonico e al lavoro della servitù, oggi la domotica permette di automatizzare e monitorare la sicurezza, l’illuminazione e la climatizzazione dei nostri spazi quotidiani. Nel modello in scala realizzato in laboratorio, questa evoluzione è diventata tangibile grazie all’integrazione della tecnologia Arduino. Gli studenti hanno installato luci automatiche capaci di reagire alla luminosità ambientale, sensori di prossimità e temperatura per il monitoraggio costante delle stanze e servomotori per l’apertura automatizzata di porte e finestre, trasformando l’antica dimora romana in una vera e propria smart home.
Questo progetto non è rimasto un semplice esercizio di memoria, ma si è trasformato in un laboratorio applicato per lo sviluppo di competenze digitali e trasversali di altissimo livello. In un primo momento, gli alunni hanno utilizzato software di modellazione 3D e realtà virtuale per progettare digitalmente le colonne, l’atrio e gli infissi, comprendendo a fondo le proporzioni dello spazio prima ancora di passare alla costruzione fisica. Successivamente, è stata condotta un’analisi critica sui mutamenti sociali e sulle trasformazioni funzionali degli ambienti nel corso dei secoli, riflettendo su come la casa si sia evoluta da domicilio privato d’élite a spazio interconnesso e accessibile. Infine, applicando i concetti del pensiero computazionale e della robotica educativa attraverso la programmazione dei microcontrollori, i ragazzi hanno toccato con mano l’ultima grande rivoluzione dell’abitare.
In conclusione, “Dalla Domus alla Domotica” dimostra come l’esigenza profonda dell’uomo di abitare uno spazio confortevole mantenga una continuità temporale millenaria. Cambiano gli strumenti, si evolvono le tecnologie, ma il fine ultimo resta lo stesso: creare un ambiente a misura d’uomo. Per gli studenti, questo percorso rappresenta un vero e proprio Capolavoro, un’esperienza d’apprendimento straordinaria in cui la cultura umanistica e le competenze STEM si fondono per dare una nuova forma al passato.

